
Il Castello, il giardino, la famiglia
Alcuni luoghi ti accolgono. Altri ti aspettano.
Il Castello della Margarita appartiene alla seconda categoria, ed è per questo che, una volta entrati, si fatica ad andarsene.
L’esterno è sobrio, quasi riservato: una facciata lineare, due torrette laterali, la pietra che non cerca di impressionare. Ma chi entra, nel cortile, nelle sale, nel parco che si apre inaspettato oltre il corpo principale, capisce che tutta quella riservatezza era solo una premessa.
Il palazzo nasce nel 1680 su progetto dell’architetto Tosetti per volontà di Antonio Solaro, primo conte della Margarita, e terminato dal successore Giuseppe Maria. Gli interni conservano cicli di affreschi, una vita dipinta sulle pareti che il tempo ha rispettato.
Il giardino, progettato da un allievo di André Le Nôtre, il paesaggista di Versailles, occupa circa 30.000 mq ed è ancora oggi la sorpresa più grande: un cedro del Libano e un tasso pluricentenari, viali di tigli, un cedro Deodara dell’Himalaya, la struttura rigorosa alla francese che dialoga con la natura del territorio cuneese.
Ad abitare questi spazi da quattro secoli sono i Solaro della Margarita e i loro discendenti: una famiglia che ha attraversato la Restaurazione, il Risorgimento, il Novecento senza mai smettere di vivere qui.
Non è una metafora: le storie sono davvero di casa.
Oggi è Lucia a tenere tutto questo in vita, la Contessa Giardiniera, con la stessa cura e con qualcosa in più: il desiderio di condividerlo.
su richiesta e secondo la disponibilità
Gruppi: minimo 4 persone.




Personaggi illustri di Casa Solaro della Margarita

È lui che nel 1647 ha dato inizio a tutto. Ha bonificato queste terre, trasformandole da palude a feudo, e ha affidato all’architetto Tosetti il progetto della dimora. Senza di lui, il Castello della Margarita non esisterebbe.



Carlo ha dedicato la sua vita alla ricerca storica e allo studio degli archivi di famiglia. È grazie alla sua passione se la storia del Castello e della famiglia è rimasta intatta attraverso il Novecento.

Dal Marchese Carlo a sua nipote Alessandra Lovera di Maria, fino ad arrivare ad oggi: è Lucia a prendere il testimone di questa dimora per proteggerla e raccontarla a chi ha il desiderio di scoprirla.
